{"id":663,"date":"2011-02-02T20:29:17","date_gmt":"2011-02-02T21:29:17","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=663"},"modified":"2016-01-22T22:41:39","modified_gmt":"2016-01-22T21:41:39","slug":"insegnare-la-conoscenza-a-scuola-non-e-un-optional","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wpt.adolfotomasini.ch\/?p=663","title":{"rendered":"Insegnare la conoscenza a scuola non \u00e8 un optional"},"content":{"rendered":"<p>Giusto dieci anni fa il Ticino era in piena campagna in vista della votazione sul sussidio alle scuole private, proposta poi respinta a furor di popolo. Anche adesso siamo in campagna, in vista di un\u2019altra votazione. La chiamata alle urne di dieci anni fa era stata l\u2019occasione per tornare a parlare di scuola, come non era pi\u00f9 successo dai tempi del \u201968, dopo oltre vent\u2019anni di dibattiti attorno ad altri temi. Per tanto tempo il mondo in rapida trasformazione non aveva preoccupato pi\u00f9 di tanto la scuola pubblica, almeno all\u2019apparenza. Poi, di fronte all\u2019attacco portato per una sorta di liberalizzazione del mercato dell\u2019educazione e dell\u2019istruzione, il paese ha ripreso a dibattere e a infervorarsi, per compattarsi e rimandare al mittente certe velleit\u00e0 di quel che all\u2019epoca si chiamava \u00abil nuovo che avanza\u00bb. Oddio, la discussione era ruotata in gran parte attorno a temi parascolastici \u2013 mense, doposcuola, asili a orario prolungato \u2013 ma non era andata al nucleo di ci\u00f2 che deve contraddistinguere il progetto dello Stato per l\u2019educazione dei futuri cittadini, nel solco degli insegnamenti di Stefano Franscini. Tant\u2019\u00e8 che, dal 2001, il tema ha continuato a scadenze piuttosto regolari a far capolino tra le discussioni politiche; in vista, poi, del rinnovo del Consiglio di Stato del prossimo aprile, con la partenza del ministro della scuola Gabriele Gendotti, il richiamo ai valori espressi dieci anni fa in votazione popolare sembra rappresentare una giusta preoccupazione per diversi candidati.<br \/>\nUn interessante contributo \u00e8 giunto ad esempio da Giacomo Garzoli, aspirante del PLRT al Consiglio di Stato, che ha scritto di recente (La Regione del 21.12.10): \u00abL\u2019educazione, da sempre, \u00e8 il primo pilastro di una societ\u00e0 sana, formata da cittadini-individui da cui, in ultima analisi, emana lo Stato. Lo Stato siamo noi, e noi siamo l\u2019educazione che abbiamo ricevuto. Ecco perch\u00e9 la scuola pubblica \u00e8 importante, perch\u00e9 deve trasmettere ad ognuno il valore della libert\u00e0 e del rispetto verso uno Stato, il nostro, che grazie ai valori che riassume e rappresenta, ancora ci permette una qualit\u00e0 di vita invidiata in tutto il mondo\u00bb. Tre giorni dopo, elogiando, gli ha fatto eco il parlamentare Franco Celio, peraltro uomo di scuola, precisando: \u00ab\u00c8 in fondo il compito che le \u00e8 stato affidato fin dai tempi del Franscini. L\u2019istituzione della scuola pubblica non fu decisa solo per insegnare a tutti a leggere, scrivere e far di conto\u00bb: quell\u2019avverbio \u2013 solo \u2013 preoccupa e fa riflettere, perch\u00e9 in realt\u00e0 il rischio \u00e8 che, di questi tempi, a quell\u2019avverbio se ne sia sostituito un altro: neanche. Come dire: \u00e8 giusto riaffermare con costanza l\u2019importanza di una scuola pubblica forte e sana. Ma non tutto pu\u00f2 essere ridotto in continuazione a nebulose dichiarazioni sulla democrazia e la libert\u00e0. Per essere cittadini educati, democratici e consapevoli l\u2019istruzione \u00e8 irrinunciabile. La perfetta conoscenza dell\u2019italiano e della sua cultura \u2013 e poi, ma solo poi!, delle altre lingue \u2013 le necessarie competenze matematiche, alcune indispensabili conoscenze della storia, della geografia, delle arti, delle scienze naturali e sperimentali sono il piedistallo sul quale costruire l\u2019educazione di cittadini responsabili, che siano davvero in grado di dimostrare coi fatti la solidariet\u00e0, la tolleranza, il rispetto, la partecipazione: insomma, per realizzare l\u2019esercizio della democrazia. Invece si parla molto poco di questi aspetti fondamentali della scuola. Anche quando qualche analisi segnala problemi in quest\u2019ambito \u2013 si vedano i diversi rapporti PISA \u2013 perdura la tendenza a gettare acqua sul fuoco, a minimizzare, a moltiplicare i distinguo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi dice che Berlusconi, prima di darsi alla politica attiva, abbia istupidito il popolo italiano coi suoi canali televisivi insipienti, frivoli e volgari. Per fortuna noi non abbiamo nessun Berlusconi all\u2019orizzonte, almeno per ora: ma i suoi canali TV hanno un grande indice d\u2019ascolto anche da noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusto dieci anni fa il Ticino era in piena campagna in vista della votazione sul sussidio alle scuole private, proposta poi respinta a furor di popolo. Anche adesso siamo in campagna, in vista di un\u2019altra votazione. 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