{"id":597,"date":"2009-09-21T15:24:43","date_gmt":"2009-09-21T16:24:43","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=597"},"modified":"2017-11-17T19:15:14","modified_gmt":"2017-11-17T18:15:14","slug":"servono-fondamenta-solide-per-edificare-la-casa-poliglotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wpt.adolfotomasini.ch\/?p=597","title":{"rendered":"Servono fondamenta solide per edificare la casa poliglotta"},"content":{"rendered":"<p>Ogni tanto bisognerebbe avere il coraggio di indignarsi. Come quando si incespica casualmente in un articoletto che parla dell\u2019ennesima fregola per il plurilinguismo a scuola: \u00abOccorre una progetto di riforma globale dell\u2019insegnamento delle lingue a tutti i livelli della scolarit\u00e0, dall\u2019inizio della scolarizzazione fino ai 18 anni\u00bb, ho letto nel giugno scorso su questo giornale. Toh, mi sono detto, ci risiamo. Poi sono sobbalzato sulla sedia quando ho visto qual era il pulpito: \u00abNe \u00e8 convinta la Commissione scolastica del Gran Consiglio che ha presentato una mozione chiedendo al Governo di agire in questo senso\u00bb. La mozione \u00e8 lunga e articolata e affronta il capitolo del plurilinguismo partendo dalla scuola dell\u2019infanzia per spingersi su su fino alle scuole post-obbligatorie. L\u2019atto parlamentare \u00e8 sottoscritto da ben tredici deputati, che rappresentano pressoch\u00e9 tutti i partiti del nostro Parlamento; qualcuno di loro proviene addirittura dal mondo della scuola e dovrebbe dunque conoscerne pregi, difetti e rogne. Da qui la conclusione che non serve scandalizzarsi. Ma almeno si pu\u00f2 dissentire.<br \/>\nDa diversi anni si levano con regolarit\u00e0 gli allarmi per lo stato pietoso della lingua italiana nel nostro cantone. Inutile citare gli appelli che giungono da tante parti e i suggerimenti di pi\u00f9 d\u2019un gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento stesso. Nel contempo il Ticino non perde occasione per alzare la voce in difesa dell\u2019italiano: ma che serve valicare le Alpi con atteggiamenti tra il vittimistico e il battagliero, se poi l\u2019italiano non lo si difende laddove \u00e8 lingua nazionale? A ogni buon conto, al di l\u00e0 di tante enunciazioni e dei migliori propositi, non si intravedono progetti incisivi per dare una scossa all\u2019insegnamento dell\u2019italiano. Sembra addirittura che nel recente passato siano entrati all\u2019Alta Scuola Pedagogica studenti con l\u2019italiano claudicante. Non ci si dovrebbe scordare che per imparare una seconda lingua \u00e8 necessario saperne una a menadito. Per noi l\u2019assoluta padronanza dell\u2019italiano \u00e8 la condizione irrinunciabile per pensare (possibilmente bene\u2026) e per accostarsi alle seconde, terze e quarte lingue. In mancanza di ci\u00f2 si \u00e8 esclusi in partenza. Tanti allievi, in sostanza, continueranno a ingrossare la gi\u00e0 ampia schiera di chi giunge al termine dell\u2019obbligo scolastico tra mille difficolt\u00e0. Perch\u00e9 il bello delle altre lingue \u00e8 che fungono facilmente da setaccio della riuscita scolastica: non \u00e8 un caso che, accanto alla matematica, nei livelli differenziati della scuola media c\u2019\u00e8 sempre una seconda lingua. Tedesco e francese, indubbiamente, massacrano un sacco di studenti e li mandano a fare l\u2019apprendista senza troppi giri di parole.<br \/>\nQuanto all\u2019insegnamento di quella disciplina che va sotto il nome di \u00abItaliano\u00bb, sarebbe opportuno e urgente un chiarimento: posto che dietro ogni valutazione ci dev\u2019essere un insegnamento, bisognerebbe capire cosa descrive la nota di italiano. Il piano di formazione della scuola media \u00e8 ricco e articolato; esso prevede l\u2019insegnamento letterario, la pratica costante della scrittura, l\u2019apprendimento grammaticale. Non \u00e8 per\u00f2 chiaro cosa influisca maggiormente sulla nota finale e come sia suddiviso il tempo dedicato all\u2019insegnamento. L\u2019impressione \u2013 solo una vaga sensazione \u2013 \u00e8 che la letteratura e la grammatica abbiano un peso specifico di rilievo, mentre le abilit\u00e0 linguistiche seguano un percorso pi\u00f9 indipendente e, soprattutto, spesso estraneo ai curricoli scolastici. Forse converrebbe un chiarimento, per far s\u00ec che le (in)capacit\u00e0 linguistiche non possano nascondersi tra le pieghe dei fenomeni letterari e della grammatica: perch\u00e9 una cosa \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di restituire qualche nozione di storia della letteratura o qualche regoletta grammaticale; e un\u2019altra il sapersi esprimere correttamente in buon italiano. \u00c8 norma secolare quella per cui chi parla e scrive bene di solito pensa bene, che tra lingua e pensiero vi \u00e8 un filo diretto e che ricchezza lessicale e apprendimento si arricchiscono reciprocamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto bisognerebbe avere il coraggio di indignarsi. 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