{"id":1416,"date":"2015-02-18T23:05:49","date_gmt":"2015-02-18T22:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=1416"},"modified":"2015-08-24T16:07:46","modified_gmt":"2015-08-24T14:07:46","slug":"il-solito-uso-ambiguo-della-cultura-e-della-conoscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wpt.adolfotomasini.ch\/?p=1416","title":{"rendered":"Il solito uso ambiguo della cultura e della conoscenza"},"content":{"rendered":"<p>Mi scrive spesso un amico dall\u2019Italia per commentare i miei articoli, in cui trova, certo con troppa indulgenza, \u00abosservazioni piene di ragionevolezza\u00bb. A proposito dei recenti scritti sull\u2019educazione alla cittadinanza ha osservato: <em>\u00abCome si pu\u00f2 pensare di trasferire su pagine \u201cscolastiche\u201d l\u2019educazione alla cittadinanza? Immagino ragazzi impegnati a compilare schede e a rispondere alle assurde domande di qualche questionario. Qui in Italia con i grandi temi finisce sempre cos\u00ec: penso all\u2019educazione ambientale diventata pretesto per far leggere brani antologici di un grande Rigoni Stern \u201camputati\u201d di parti ritenute sconvenienti (mi ero occupato una decina d\u2019anni fa dello scempio antologico del nostro scrittore), ma penso anche con te che le \u201cposizioni in bianco e nero\u201d siano deleterie e finiscano per ignorare che educare alla cittadinanza vuol dire semplicemente educare\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Non solo in Italia, caro amico.<\/p>\n<p>Credo che si tratti di un vezzo piuttosto diffuso e, tutto sommato, significativamente caratteristico della scuola, che quando non pu\u00f2 d\u00e0r le note si sente nuda come una ranocchia. Non sapevo delle mutilazioni commesse dalla scuola ai danni di Rigoni Stern. Ma ho dimestichezza con le tante carognate che la scuola ha comminato a tanti geni che hanno avuto la malasorte di finire dentro i programmi scolastici: da poeti a romanzieri a drammaturghi, da matematici a fisici, da musicisti a pittori e scultori, da storici a geologi, \u00e8 tutto un fiorire di brutalit\u00e0. La scuola sacrifica pressoch\u00e9 da sempre la conoscenza e la cultura sull\u2019altare della <strong><em>valutazione<\/em><\/strong> \u2013 cio\u00e8, per chiarezza, sull\u2019altare dell\u2019inveterata volont\u00e0 di assegnare delle note a tutti i costi.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 insegnamento degno di importanza se la scuola non pu\u00f2 mettere in atto una valutazione, espressa in termini di nota scolastica: ci\u00f2 che significa <strong>dentro<\/strong> o <strong>fuori<\/strong>, <strong>adeguato<\/strong> o <strong>inadeguato<\/strong>,<strong> va\u2019 avanti <\/strong>o<strong> resta l\u00ec<\/strong>. Poi, va\u2019 a capire perch\u00e9, le statistiche ci dicono, ormai da decenni, che si finisce pi\u00f9 facilmente <strong>dentro<\/strong> o <strong>fuori<\/strong> se si appartiene a certi ceti piuttosto che ad altri.<\/p>\n<p>Rigoni Stern \u00e8 stato immolato per poter fingere, a scuola, di \u00abfare\u00bb <em>educazione ambientale.<\/em> Gli \u00e8 andata bene. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 stato oltraggiato per \u00abfare\u00bb italiano o matematica: basti pensare a quanti odiano e hanno odiato Dante e Manzoni, Leopardi e Ungaretti, Euclide e Pitagora: mentre sarebbe ben pi\u00f9 facile e gratificante farli amare.<\/p>\n<p>Suvvia, mi dicono spesso, lo sanno anche i paracarri che la scuola senza note non funziona. C\u2019hanno provato in tanti, nel passato, ma hanno sempre fallito. Eppure tutti imparano a padroneggiare bene delle competenze, per nulla semplici, come camminare o parlare, senza che i loro insegnanti, di solito una mamma e\/o un pap\u00e0, debbano far capo alla tradizionale paccottiglia scolastica (compiti a casa, lezioni ex cathedra, test, note, comunicazioni ai genitori, libretti scolastici e certificati finali). Per dirla con altre parole: la scuola dell\u2019obbligo potrebbe funzionare molto meglio di quel che accade oggi se solo <em>educare<\/em> e <em>insegnare<\/em> diventassero per davvero le travi portanti della quotidianit\u00e0 di ogni aula. Ma, disgraziatamente, non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Mi viene in mente Philippe Perrenoud, quando abbozza un paragone tra la scuola e il sistema sanitario: <em>\u00abNessun bambino sfugge all\u2019azione pedagogica della scuola, alla quale \u00e8 affidato da 25 a 35 ore alla settimana per almeno una decina di anni. Se la medicina preventiva potesse prendere a carico le persone in maniera cos\u00ec autoritaria e continuata, non le si perdonerebbe neanche una malattia!\u00bb.<\/em> (PHILIPPE PERRENOUD, <em>La p\u00e9dagogie \u00e0 l\u2019\u00e9cole des diff\u00e9rences, <\/em>1995, Paris: ESF \u00e9diteur).<\/p>\n<p>Ogni tanto faccio un sogno. Vedo le vie e le piazze d\u2019Europa, da Palermo a Reykjav\u00edk e da Lisbona a Vienna, che si riempiono di maestre e maestri di scuola elementare e, addirittura, professoresse e professori della scuola media. Sono raggianti, allegri e risoluti. Espongono degli striscioni, con slogan solo apparentemente fantasiosi: <em>Aiutiamoli a fare da soli.<\/em> Oppure: <em>\u00c8 difficile far bere un cavallo che non ha sete: noi sappiamo come fare.<\/em> E ancora: <em>I bambini non sono pi\u00f9 sciocchi degli adulti, hanno solo meno esperienza.<\/em> E tanti altri, bellissimi e profondi. Ce ne sono addirittura alcuni di stampo politico: <em>Per la selezione c\u2019\u00e8 tempo dopo: non siamo i vostri servi.<\/em> Milioni di insegnanti, che probabilmente hanno creato la loro primavera grazie al web, per giungere alla conclusione, dopo qualche secolo, che s\u00ec, il re \u00e8 nudo e che loro non ci stanno pi\u00f9! Nel sogno ci sono, ai lati delle piazze e delle strade, migliaia e migliaia di mamme e di pap\u00e0, nonne e nonni, zie e zii e amici. Sono felici, perch\u00e9 credono che la sommossa degli insegnanti lascer\u00e0 il segno. Sar\u00e0 rivoluzionaria sul serio. \u00c8 la primavera della scuola.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi sempre un sogno elettrizzante. Per\u00f2 capita che mi svegli tutto sudato e angosciato. Perch\u00e9 qualcuno s\u2019\u00e8 messo a sparare sui manifestanti e su chi li applaude. C\u2019\u00e8 sempre qualche cretino che d\u00e0 ordini del genere, anche se, di solito, non \u00e8 neanche necessario arrivare a questi punti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi scrive spesso un amico dall\u2019Italia per commentare i miei articoli, in cui trova, certo con troppa indulgenza, \u00abosservazioni piene di ragionevolezza\u00bb. A proposito dei recenti scritti sull\u2019educazione alla cittadinanza ha osservato: \u00abCome si pu\u00f2 pensare di trasferire su pagine \u201cscolastiche\u201d l\u2019educazione alla cittadinanza? 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